Blog aziendale e consigli per vendere online

Dalla costruzione delle basi fino al blog aziendale: ecco come vendere online!

Il web è un mare di opportunità da cogliere, un banchetto di prelibatezze dove potersi servire, un… ok, mi fermo qui, il concetto è chiaro!

Davvero, il web è la casa del commercio, e lo sarà ancor di più in futuro.

Purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista e dai ruoli), a voler entrare in questa casa non sei il solo.

Migliaia di aziende sono sbarcate sul web e inevitabilmente più di qualcuno rimarrà a bocca asciutta.

blog aziendale: punti critici

Quali sono i punti critici?

  • Alta competitività su prezzi e modalità di spedizione
  • Alta competitività sul branding
  • Alta competitività sul posizionamento

Questi 3 punti critici hanno spinto molti a non sbarcare sul mare della vendita online e tanti altri ne hanno invece pagato le conseguenze chiudendo i propri e-commerce, cadendo a picco giù nelle acque più profonde.

I 3 punti elencati possiamo dividerli in 2 categorie distinte:

  1. Categoria prettamente commerciale – prezzi e spedizione –
  2. Categoria prettamente legata al marketing ed alla SEO – branding e posizionamento –

Piccola panoramica sulla parte commerciale

vendere online

In passato ho avuto a che fare personalmente con la vendita online.

Ero uno “sbarbatello” di 22 anni e decisi di mettere in piedi un ingrosso di abbigliamento online, un B2B complicato e dispendioso (per aprire un ingrosso serve un investimento non indifferente).

I risultati, un po’ per inesperienza, un po’ per il capitale non adeguato, non furono esaltanti, tanto da portarmi a maturare la decisione di chiudere i battenti.

A distanza di anni ripenso a quanto sia stata formativa come esperienza e, con un pizzico di dispiacere, a quanto quell’attività potesse dare grandi risultati.

Gli errori servono per poter crescere e maturare soluzioni, strategie vincenti.

In quei 2 anni di commercio puro ho imparato un paio di cose:

  • Fornitori italiani ed esteri – I fornitori italiani hanno quasi sempre un prezzo maggiore rispetto a quelli esteri, ma permettono di scaricare l’iva nel modo “classico”; acquistando dall’estero si usa la metodologia ‘intrastat” e questa può rivelarsi un’arma a doppio taglio: valuta bene se ne vale davvero la pena!
  • Lista fornitori ricca – Contatta tutti i fornitori possibili e immaginabili: più ampia sarà la lista fornitori, più avrai la possibilità di accedere a prezzi più competitivi.
  • Punta a chi produce – Punta al produttore: quando acquisti dei prodotti controlla se ci sono targhette o incisioni del produttore! Se riesci a metterti in contatto con l’azienda produttrice avrai costi molto più bassi, questo perché avrai eliminato uno step nella piramide commerciale (fatti furbo!).
  • Meglio la spedizione gratuita – I clienti preferiscono la spedizione gratuita piuttosto che uno sconto del 5% o prezzi più bassi dell 4/5%: aggiungi sul prezzo, togli dalla spedizione!

Come cambia il mercato!

Te lo dico fin da subito: se sei rimasto legato mentalmente alle modalità di vendita degli anni passati, cambia subito testa!

Il modo di fare business è cambiato profondamente negli ultimi anni.

Le vendite a freddo, comprese telefonate e volantini pubblicitari, funzionano sempre meno (quasi per niente ormai).

Il cliente ha subito una netta trasformazione, direi quasi un’evoluzione, netta, marcata e, agli occhi di tanti, sorprendente.

vendita a freddoTe lo riassumo in un esempio tanto banale quanto efficace, prendendo come modello una vendita telefonica a freddo (a “freddo” = senza nessun contatto precedente)

Una vendita a freddo tipica di qualche anno fa.

“Pronto, il Sig. Luigi Rossi?”

“Si, mi dica”

“Sono Luisa Verdi, la contatto per conto della pincopalla distribuzione. Vorrei proporle un contratto con la nostra società: risparmia il 20% sulla fornitura di pomodori verdi, è interessato?”

“Si, mi dica pure”

“Acquistando 20 casse di pomodori verdi prodotti in Italia, le applichiamo uno sconto del 20%: in pratica non paga l’iva!”

“Quanto costano i pomodori?”

“€ 2,49 al kg meno il 20%, signore”

“Benissimo, come procedo per l’acquisto?”

Segue accordo commerciale e vendita.

Fine.

vendita a freddoUn tentativo di vendita a freddo tipica dei giorni nostri.

“Pronto, il Sig. Luigi Rossi?”

“Si, chi è lei?”

“Sono Luisa Verdi, la contatto per conto della pincopalla distribuzione…”

“tu tu tu tu tu *suono del telefono”

Morale della favola: le vendite a freddo sono morte! Nonostante qualcuno si ostini ad affermare che si può ancora fare, fidatevi:

se qualcuno riesce a chiudere una vendita a freddo, o ha avuto una fortuna sfacciata, o ha fatto così tanti tentativi che statisticamente era impossibile non centrarne almeno una (chiedetegli il tasso di conversione!).

Per un e-commerce funziona grosso modo così, bisogna creare un contatto con il cliente, “scaldarlo” per poi effettuare la vendita.

Abbiamo anche altre problematiche, come quella del posizionamento.

Una volta creato il nostro e-commerce e caricati i prodotti, non possiamo incrociare le braccia e attendere che qualcuno capiti (per sbaglio) sul nostro sito.

Prima di parlare dell’importanza del blog aziendale è bene assicurarsi di avere un sito ben ottimizzato.

Posizioniamoci: creiamo le basi da cui partire

Un e-commerce creato e lasciato così com’è equivale ad aprire un negozio in una strada buia di periferia, non trafficata e dimenticata dal mondo.

Dobbiamo spostarci in centro!

Ottimizzare il nostro e-commerce per renderlo SEO-Friendly è sicuramente il primo passo da fare, quindi lavoriamo su alcuni punti fondamentali:

  • Sito responsive – il nostro e-commerce deve adattarsi a tutte le piattaforme, desktop e mobile.
  • Pagine snelle e reattive – tempi di caricamento pagine possibilmente sotto i 3 secondi (un’altissima percentuale di utenza abbandona i siti che caricano le proprie pagine con un tempo maggiore o uguale ai 3 secondi!)
  • Ottimizziamo i link delle pagine – niente link tipo “www.tuosito.it/12647”! La soluzione migliore è quella di creare link sensati, con la parola chiave all’interno, ad esempio: www.tuosito.it/scarpe-nike-galaxy-nere/.
  • Link interni – i link interni piacciono molto a Google e sono utili anche per gli utenti. Puoi usarli nelle descrizioni dei prodotti per indirizzare gli utenti ad un prodotto simile o accessorio.
  • Link building – nonostante io sia convinto che presto Google ridimensioni molto questo parametro (in realtà qualcosa è stato già fatto), al momento risulta essere ancora un elemento rilevante in una strategia di posizionamento. Leggi di cosa si tratta nel mio articolo “Link building per scalare i motori di ricerca

Fatto ciò possiamo passare al blog aziendale: ti spiego perché è veramente importante.

Perché aprire un blog aziendale può veramente fare la differenza

Partendo dalla base solida costruita precedentemente, possiamo ora dedicarci al nostro blog.

Innanzitutto, perché aprire un blog?

Al di là del fattore SEO (che affronteremo tra poco), ci sono altri motivi validi per optare per un blog aziendale.

Crescita personale

Sì, non è un fattore “business”, o almeno non lo è direttamente. Ciò che non si deve ignorare è che scrivendo personalmente sul proprio blog si fortifica la propria conoscenza sull’argomento, intraprendendo una vera e propria crescita personale.

Non è solo questione di crescita personale però: se si scrive sul blog insieme al proprio team si può rafforzare l’intesa di gruppo e alzare il livello delle competenze dell’intero staff.

Branding e fidelizzazione

Un blog è uno spazio “umano”, dove poter approfondire argomenti inerenti a ciò che vendiamo: quale metodo migliore per trasmettere fiducia al cliente?

In questo modo non solo potremo crearci una brand reputation valida nel nostro settore, ma riusciremo anche a fidelizzare il cliente grazie a consigli utili e mirati (magari utilizzando la tecnica del “problem solving”). Stiamo “scaldando il cliente” prima della vendita!

Viralità e pubblicità

Discorso simile a quello del branding.

Parliamo sempre di creare contenuti, contenuti che possiamo “lanciare” sui social network e che, se costruiti con le giuste tecniche di marketing, potrebbero diventare virali.

Cosa comporterebbe tutto ciò?

Un contenuto virale è qualcosa che viaggia sul web a velocità “folle”. Parliamo di migliaia di condivisioni, click e commenti. Tutto ciò ha una semplice e straordinaria traduzione: pubblicità gratuita (o quasi, un piccolo investimento per dare un po’ di visibilità iniziale ai contenuti occorre sempre) per i nostri prodotti ed il nostro brand.

Il blog aziendale in chiave SEO

seo e blog aziendaleIl mondo della SEO negli ultimi mesi ha subito una cambiamento notevole: Google, che ormai ha trasformato le ricerche su internet in un monopolio nel nostro Bel Paese (se utilizzi Bing sei tra il 3% della popolazione a farlo! Complimenti!), ha apportato significative modifiche ai suoi algoritmi.

Senza addentrarci troppo nei tecnicismi, devi sapere che Google si muove sempre di più verso una SERP (SERP = risultati della ricerca) con contenuti REALMENTE utili al lettore.

Si va verso un’umanizzazione decisa:

l’artificialità e le strategie per far salire determinate pagine in SERP hanno sempre meno valenza.

Con questo, ripeto, non sto dicendo che la link building non è più utile, al momento direi una cazzata colossale, però è innegabile che qualcosa sta cambiando.

Oggi capita sempre più spesso di trovare articoli in prima pagina della serp privi di link in entrata; fino a qualche tempo fa era abbastanza raro, mentre oggi non lo è più… qualcosa vorrà pur dire!

Semplicemente si premiano i contenuti di valore, il famoso “spot” “Content is the king” sta piano piano realizzandosi.

Ok, mi dirai, ma cosa c’entra tutto questo con il blog aziendale?

Cavoli! Te lo spiego immediatamente!

Google premia i contenuti di valore, quindi, come possiamo far raggiungere i nostri prodotti dall’utente che popola il web?

Dandogli contenuti di valore, appunto!

Un sito di vendita offre soltanto dei prodotti: niente di più, niente di meno.

Un sito di vendita affiancato da un blog non vende solo prodotti, fornisce anche informazioni utili o interessanti, o ancora, risolve dei problemi.

Questa modalità piace tanto a Google, ma, cosa più importante, piace tanto agli utenti!

“Progetta le tue pagine per gli utenti, non per i motori di ricerca” – Google webamster tools

Un blog farà meno fatica a scalare la SERP rispetto ad un e-commerce “puro” semplicemente perché il primo riesce a contenere più informazioni (utili), testuali e non.

Lavorare sulle giuste parole chiave e inquadrare il nostro cliente

Target del blog aziendaleScrivere su di un blog aziendale (aziendale e non in realtà!), non vuol dire condividere informazioni casuali: non stiamo scrivendo su un diario personale (e l’epoca dei blog personali dove scrivere cosa hai fatto tutta la giornata è finita almeno 10 anni fa).

Un problema simile lo troviamo anche sugli spazi social di molti commercianti: pensieri personali su tematiche da bar o assolutamente fuori tema con ciò che vendono.

Dall’ultima partita della squadra di calcio amata, alla politica… un disastro!

Ricordi cosa abbiamo detto poco fa?

Contenuti di valore che approfondiscono i temi che interessano l’azienda (o ciò che proponiamo all’utente, magari nelle vesti di freelancer), ma sopratutto bisogna conoscere e lavorare sulle parole chiave che il nostro utente/cliente ideale digita sul motore di ricerca; nello specifico bisogna conoscere il search intent delle nostre buyer personas (tradotto: conoscere cosa cercano sul web i nostri “clienti ideali”).

Se il nostro E-commerce si occupa di vendere macchine agricole, il nostro blog affronterà argomenti inerenti al tema, ma non si limiterà solo a questo, cercherà di dare informazioni utili e rispondere ai quesiti che l’utente si pone.

Ad esempio si potrà scrivere delle novità in commercio, di come tenere sotto controllo lo stato della macchina o magari stilare una guida all’acquisto sui diversi tipi di macchine (potrei continuare all’infinito, nonostante non sia assolutamente il mio settore!).

Ho scritto un articolo su come creare il titolo perfetto per i tuoi articoli, sono sicuro che potrà tornarti utile 😉

Quando NON aprire un blog aziendale

Un blog aziendale è un biglietto da visita della nostra società, della nostra ditta, ed è, insieme ai social network, il punto di contatto più umano tra noi e l’utente/cliente:

va curato nei minimi dettagli, aggiornato costantemente.

Se il tuo intento è di aprire un blog, buttarci sopra 20 articoli da 400 parole, acquistati a 5 euro l’uno nei peggiori bar di Caracas, ti conviene creare 5/6 pagine statiche all’interno del tuo e-commerce.

Perché?

Innanzitutto perché avere un blog non aggiornato nuoce alla tua immagine.

Cosa penseresti di un’azienda che ha come ultimo articolo pubblicato qualcosa risalente al 2015?

A me personalmente verrebbero in mente almeno un paio di cose:

o che l’azienda è fallita, o che si disinteressa dei clienti e del suo sito.

Poi c’è da fare il discorso del posizionamento:

i blog aziendali servono molto per posizionarsi, ma se non si creano contenuti cosa si posiziona?

Tanto vale, come detto in precedenza, creare qualche pagina statica senza rovinare l’immagine del brand aziendale!

Se credi che il tuo tempo, o quello dei tuoi dipendenti, non sia sufficiente anche per occuparsi di un blog (non è una scelta saggia, ma, hey, è il tuo business ed il tuo tempo!), meglio fermarsi prima della partenza.

Spero questo articolo ti abbia chiarito un po’ le idee sui blog aziendali e sulla loro importanza all’interno del business online.

Se hai domande, scrivi pure un commento qui sotto!

2 Comments

  • Articolo estremamente interessante. Purtroppo oggi, però, per quanto si possa lavorare bene a livello di SEO, costruire un blog con contenuti di valore, fare link building, nel mondo dell’ecommerce ci si scontra sempre più spesso con colossi enormi che hanno grandissime risorse a disposizione. Credo che oggi, più di ogni altra cosa, serva differenziarsi con prodotti, magari di nicchia, ma unici. Solo in questo modo ci si può affermare e avere ancora una clientela realmente interessata e disposta ad acquistare in nostri prodotti. Tutto il resto, ovviamente vale ancora (SEO, link building etc.). Ciao e ancora complimenti

    • Ciao Gian Luca, sono d’accordo con te sulle difficoltà a causa dei colossi di settore, ma posso assicurarti (collaboro con un paio di e-commerce) che sì, è davvero dura, ma non è impossibile! Anche nel caso di target ampi, non di nicchia 😉
      Per il resto… la link building resiste e resisterà ancora per qualche anno ma bisogna già da ora lavorare al top sui contenuti, perché Google un domani baserà la SERP solo ed esclusivamente su questi (ne sono convinto).
      Grazie per i complimenti e per la lettura (hai un bel sito ricco di contenuti interessanti 😉 ).
      A presto

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