Gli articoli “click baiting” sono il cancro del web

Diciamo le cose come stanno: gli articoli senza valore, con titoli ingannevoli, hanno rotto le…

Che bel posto il web.

Tutti possono scrivere tutto e tutto può significare tutto e… niente!

Uno sfogo personale, un articolo critico, leggilo come vuoi, la certezza è solo una: i social network ed il web in generale sono inondati dal fenomeno click baiting.

Che cos’è il click baiting?

click baitingSe ti stai chiedendo cosa sia il click baiting, sappi che è una truffa bella e buona.

Un titolo ingannevole che ha come unico obbiettivo quello di generare click, senza offrire contenuti di valore, anzi, spesso le notizie che l’utente si trova a leggere sono infondate, inventate e senza una fonte precisa. Il più delle volte insomma, sono delle vere “bufale”, per usare il termine appropriato!

Facebook sta cercando di contrastare questo fenomeno con nuovi algoritmi, i “guru” del web professano contenuti di qualità, ma la verità è che il 60% di ciò che leggiamo in rete è spazzatura.

C’era una volta il web, quello “vero”, lontano dalla tv “manipolatrice”, lontano dal trash dei programmi sbattuti in prima serata sulle reti Mediaset, lontano dai giornali stampati di partito. Oggi c’è da porsi una domanda: il web è davvero così lontano da questi scenari?

La rete è piena di fenomeni da baraccone vestiti di solo trash, di notizie dal titolo altisonante ma prive di contenuti e l’utente medio assomiglia sempre più allo spettatore da tv.

Torniamo al click baiting.

Click baiting: avete rotto le…

Si, le avete proprio rotte, fracassate, frantumate.

Capisco il titolo ad effetto, ho scritto anche un articolo su come ottenere un titolo che funzioni, ma qui parliamo d’altro.

Il click baiting non offre un contenuto, mira solo ed esclusivamente a generare click e portare introiti e visibilità al webmaster o al giornale online di turno.

La cosa peggiore è che questo cancro colpisce pesantemente anche le testate giornalistiche di spessore. Non siamo ai livelli della truffa, del “non contenuto”, ma l’intenzione di ingannare c’è.

Cosa fanno questi giornalai del web?

Titolo altisonante, dalle mille interpretazioni, creato su misura per l’utente medio. Ad esempio:

“Shock per i cittadini romani, quello che è successo è incredibile”

Ecco, con un titolo del genere uno si aspetta chissà cosa, cosa sarà mai successo a Roma? Attentato? Rapina? Scandalo politico? Scatta il click.

Una volta aperto l’articolo ci si può trovare di fronte a 2 risultati del click baiting:

  • la notizia è davvero eclatante ma è priva di fondamento. Manca una fonte ufficiale, il che la rende potenzialmente una bufala
  • la notizia è tutto fuorché eclatante, magari un gattino rimasto bloccato su un albero è stato portato in salvo dai pompieri

Questo modo di fare informazione sta infestando il web e chi ne paga le conseguenze sono i siti che fanno davvero informazione.

Purtroppo (o per fortuna) può capitare che un giorno non ci sia una notizia eclatante, qualcosa che attiri davvero l’attenzione. Per chi fa vera informazione è un problema, non ha molto da scrivere, per chi adotta la via del click baiting problemi non ce ne sono: un titolo truffaldino o una notizia bufala si trova sempre!

Facebook ed il click baiting: spero sia un addio

Come accennato ad inizio articolo, Facebook sta implementando un nuovo algoritmo che promette di penalizzare questo fenomeno.

Non sono molto convinto che si riesca ad arginare, ma spero vivamente che chi verrà colpito dall’algoritmo di Facebook sia ben penalizzato. Spero sia un addio, addio alle notizie “bufala”, addio ai titoli forvianti e addio alla “corsa alla notizia”. Spero sia un addio, probabilmente però sarà solo un arrivederci.

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