Guadagnare scrivendo articoli sul proprio blog o su siti “paid to write”: guida pratica
Piccola premessa.
Il mondo del web è un mondo pieno di opportunità da cogliere.
Chi lo usa solo per “spiare” le persone su Facebook e compagnia bella non ha ben chiaro cosa sia “l’internet”.
Guadagnare sul web è possibile, come ampiamente spiegato negli articoli “come guadagnare con un blog” e “lavorare da casa: la guida completa“.
Il problema è che quando si è a casa, davanti al pc, si cade troppo spesso nel circolo vizioso del “faccio solo un giretto“.
E’ una vera e propria “sindrome”, o almeno io la definisco così!
“Faccio solo un giretto su Facebook e poi si lavora”.
“Faccio solo un giretto su Twitter e poi si lavora”.
Il problema grosso è che il giretto spesso e volentieri diventa un tour guidato di mezza giornata!
E’ nel DNA delle persone: prima il piacere, poi il dovere.
Ovvio che in un ambiente accogliente come quello della nostra casa il rischio di non combinare nulla triplica rispetto a chi è in ufficio.
Il primo passo per guadagnare scrivendo articoli è quello di eliminare il meccanismo del “faccio solo un giretto” e creare un ambiente di lavoro all’interno della nostra casa.
Un piccolo ufficio, una scrivania dedicata… insomma, uno spazio che ricordi un ufficio.
Non indossare il pigiamone, se possibile: vestirsi come se si dovesse uscire per andare in ufficio genera ancor più responsabilità (sembra una stronzata colossale, ma ti assicuro che funziona!).
Guadagnare scrivendo articoli: come scrivere sul web
Scrivere sul web non è come scrivere un libro, una tesi o un documento legale, come non è simile a ciò che si scrive sui social network (o peggio, nelle chat dei social network).
Ovvio (ma giuro di aver visto orrori simili) che “cmq”, “ke” e tutte le abbreviazioni tipiche del gergo SMS/Social vanno dimenticate, cancellate e gettate il più lontano possibile, distanti anni luce dalla nostra mente!
Scrivere sul web non è semplice, ci sono delle regole da rispettare e delle linee guida da seguire.
Titolo
Anche detto H1, deve catturare l’attenzione del lettore.
Come?
Attraverso diverse forme, dal titolo “allarmista” al “titolo utile”… ho scritto un articolo dettagliato sull’argomento: come ottenere un titolo perfetto per il tuo post, ti invito a leggerlo.
Sottotitolo
Anche detto H2, è un’estensione dell’H1, in pratica funziona così:
nell’H1 si concentra il focus dell’articolo, si rivela l’argomento, nell’H2 si danno maggiori informazioni.
L’esempio ricade su questo stesso articolo:
Guadagnare scrivendo articoli: se vuoi puoi [h1, focus sull’argomento]
Guadagnare scrivendo articoli sul proprio blog o su siti “paid to write”: guida pratica [H2, maggiori info]
Nel caso di articoli abbastanza lunghi è opportuno usare più sottotitoli, sempre per agevolare la lettura dell’utente (300/400 parole dovrebbe essere il tetto massimo per ogni sottotitolo).
In questo caso, quindi escluso il sottotitolo principale che staziona subito dopo l’H1, useremo i sottotitoli chiamati H3.
La punteggiatura
Discorso complesso, specialmente se pensiamo che il 90% degli italiani usa le virgole come fossero elementi decorativi.
D’altra parte il 90% degli italiani non nota se le virgole sono o non sono al posto giusto, quindi… “chissenefrega!”
No, usiamo le virgole come Dante comanda! Per favore!
Detto ciò, c’è un aspetto che conta molto, molto (e aggiungo molto) di più delle virgole: i punti.
Sul web vanno usate frasi brevi per facilitare la lettura dell’utente medio, quindi si abbonda un po’ con i punti.
Questo “trucchetto” serve per rendere la lettura più piacevole, leggera, senza spazientire l’utenza del “webbe”, che di pazienza ne ha davvero poca (lo sapevi che, in media, se una pagina web non carica entro 4/5 secondi il suo contenuto l’utente medio del “webbe” abbandona il sito?).
Uno dei più noti strumenti SEO utilizzati (SEO Yoast) suggerisce di scrivere l’articolo per il 75% con frasi non più lunghe di 20 parole.
A mio avviso è un po’ esagerato, un 65% è più che sufficiente.
Il linguaggio
Scrivere sul web, come detto precedentemente, non è come postare su Facebook o, al contrario, come scrivere una tesi di laurea.
Occorre usare la via di mezzo:
grammatica e sintassi sempre corrette e scorrevoli, evitando parole troppo “forbite” (eccesso di leziosità, tradotto: “complicate”), ma senza cadere nel linguaggio da “terza media”.
Non è tutto scontato
L’utenza del web è variegata, per sesso, interessi, istruzione e altri 1000 parametri che non elencherò.
Cosa ti suggerisce tutto ciò?
Suggerisce che quello che per qualcuno risulta scontato, per un altro può essere aramaico antico.
Se scrivi qualcosa di tecnico, termine o concetto che sia, assicurati di spiegarlo nel modo più semplice possibile.
Poco sopra ho scritto la parola “forbite”:
per te che stai leggendo e conosci bene la lingua italiana appare scontato il significato.
Antonio ha 60 anni, lavora come idraulico da quando ne aveva 14 e la parola “forbito” non sa proprio cosa sia.
Chiaro il concetto?
Dove si chiude un occhio?
Gli accenti sono questione delicata e l’intero panorama del web, dalle testate giornalistiche più blasonate ai blogger più sconosciuti, spesso e volentieri ignora, almeno in parte, il discorso accenti.
E’ una regola non scritta che ha i suoi vantaggi, ciò permette di scrivere un po’ più rilassati ma, (perché c’è un ma), con questo non vuol dire che si possono scrivere indecenze tipo “perche” o “c’e”… a tutto c’è un limite! (Quanti di voi hanno cercato online la soluzione al “dilemma” fa, fà o fa’?).
Il discorso SEO
Non affronterò il discorso SEO, gli verrà dedicato un articolo a parte perché c’è veramente molto da dire.
Quello che posso anticiparti però, è che quando scriviamo un articolo lo facciamo per 2 lettori distinti: l’utente e Google!
Entrambi hanno la loro importanza e ad entrambi piacciono i contenuti di valore.
Di solito quando si scrive un articolo si seguono delle logiche ben precise:
- Si trova l’argomento.
- Si trovano le parole chiave.
- Si scrive l’articolo.
- Si inseriscono le immagini o le infografiche e, se necessario/se si riescono a creare, altri elementi multimediali.
- Si pubblica e condivide l’articolo negli orari più consoni.
Ecco un’infografica a riguardo (subito dopo si inizia a parlare di come guadagnare scrivendo articoli, non scappare 😉 )
Guadagnare scrivendo articoli: si, ma come?
Eccoci arrivati al punto focale dell’articolo: come guadagnare scrivendo articoli.
Esistono 2 modi distinti per farlo:
- creare un blog e guadagnare scrivendo articoli su di esso
- scrivere su siti paid to write, che commissionano l’articolo
Creare un blog e scrivere articoli significa guadagnare con un blog, il che ha dei pro e dei contro.
PRO
- Si ha il totale controllo su cosa si vuole scrivere
- Si ha il totale controllo sul quando si vuole scrivere (e in quanto tempo realizzare un articolo)
- Si può guadagnare molto se si piazza un articolo in prima pagina su Google
- Il limite dei guadagni è potenzialmente infinito
CONTRO
- Per creare un blog e posizionarlo sul web occorre avere delle conoscenze specifiche (ad esempio WordPress e obbligatoriamente si deve conoscere molto bene tutto il panorama SEO)
- Richiede tempo per far sì che i primi risultati arrivino
- Ha dei costi iniziali (seppur minimi… a meno che non ci si affidi ad un freelancer/azienda per la sua realizzazione: i costi qui aumentano e variano dai 600,00 ai 2000,00 euro)
Su come guadagnare con un blog ho scritto molto in passato, e l’ho scritto cosciente delle potenzialità che questo strumento ci mette a disposizione, perché io stesso guadagno con il mio blog.
E’ un’avventura che consiglio sempre a tutti, perché sprigiona tutta la nostra vena creativa e aguzza l’ingegno. Tentare la scalata con il proprio blog è davvero stimolante e a tratti entusiasmante.
Tuttavia, scrivere sul web e cercare di raccimolare un bel gruzzoletto “extra” (o crearsi proprio uno stipendio, che però più si addice al blog personale) è possibile anche usando altre soluzioni. Ecco che arriviamo al 2° modo: scrivere per siti terzi.
Scrivere per piattaforme costruite ad hoc per i web writer/ghost writer ha differenze sostanziali dallo scrivere per se stessi, vediamone i pro ed i contro.
PRO
- Piattaforme di terzi significa niente spese per noi: niente hosting, niente dominio e niente realizzazione sito. Costo zero.
- Opportunità di guadagno immediata: queste piattaforme hanno già la loro visibilità online, niente vette da scalare, è tutto pronto!
- Diversi argomenti tra cui scegliere: il proprio settore lo si identifica sempre (o almeno nella maggior parte dei casi)
CONTRO
- Tutto (o quasi) è deciso dalla piattaforma e dal committente: la nostra vena creativa difficilmente prenderà vita
- I tempi per consegnare un articolo non dipendono da noi: piattaforma e committente decidono quanto tempo abbiamo
- I guadagni, a meno che non si abbia una scheda madre nel cervello che funzioni autonomamente, sono limitati ad un tot (per questioni di tempo) ed è quasi impossibile crearsi un vero e proprio stipendio (ma un extra si, parlando di cifre umane azzarderei fino a 300,00 euro mese, per i più volenterosi).
Guadagnare scrivendo articoli: le piattaforme migliori
Ed eccoci arrivati alle piattaforme tanto bramate, quelle che potrebbero permetterti di guadagnare scrivendo articoli!
Non è una classifica, ogni piattaforma ha i suoi pro ed i suoi contro, sono posizionate in ordine “sparso”, anche perché alcune le ho testate personalmente, per altre ho “solamente” (ore ed ore) fatto delle ricerche online.
Blasting News
Il primo paid to write che mi viene in mente è Blasting News, che promette di farci guadagnare fino a 150,00 € scrivendo articoli.
“Una promessa è una promessa”… ma non in questo caso!
“Guadagni fino a 150 euro per ogni articolo” è una mezza bugia, in quanto arrivare a “quei livelli” è quasi impossibile.
Il payout minimo è di 50,00 euro ed i pagamenti scattano al raggiungimento di tot visualizzazioni.
Alcune categorie pagano più di altre, e, in linea di massima, avrete sempre qualcuno “sopra di voi” che dovrà approvare il vostro articolo (in molti casi potrebbe anche modificarlo).
La quantità vince sulla qualità… scrivere sul web è diventato difficile, ma anche leggere qualcosa di “valore” è diventato una caccia al tesoro!
Provate, tentar non nuoce!
O2O
Altra piattaforma per guadagnare scrivendo articoli è O2O.
Ha un sistema di pagamento che si basa sul ranking dell’articolista ed altri fattori.
E’ un po’ complicato stimare quanto si può guadagnare sulla piattaforma e, a quanto si legge oggi, gli articoli da poter prendere in carico non sono molti.
A differenza di altre piattaforme, O2O è improntata sulla stesura di “guide” più che di articoli generalisti.
Ottimo il payout minimo di 25,00 euro.
Sul sito inoltre si legge questa particolarità molto interessante: “Contenuti particolarmente ben scritti e curati possono ottenere dei riconoscimenti o “Badge” di qualità. Questi Badge comportano un incremento del valore rispettivamente del 5% (Quality) e del 30% (Top Quality)”.
Melascrivi
Una piattaforma che consente di guadagnare online scrivendo articoli provata dal sottoscritto per un bel periodo di tempo (anni fa).
Gli articoli da prendere in consegna ci sono sempre, solo che a volte sono argomenti un po’ “noiosi”, poco stimolanti.
I pagamenti variano in base all’articolo e c’è un sistema di ranking interno (stelle autore) che permette via via di poter prendere in consegna articoli sempre più remunerativi.
Ci sono comunque tanti articoli già in partenza, con guadagni che partono circa dai 2 euro (articoli da 200 parole) fino ad arrivare a più di 12 euro (articoli lunghi, più di 1000 parole).
Ottimo anche il payout minimo di 25 euro.
A mio avviso una delle migliori piattaforme per guadagnare scrivendo articoli sui paid to write.
Con Melascrivi tutti posso scrivere sul web… non c’è “testo di ingresso” per accedere.
Great Content
E’ un paid to write di “alto livello”.
Per entrare a far parte del team occorre scrivere un breve testo in fase di registrazione. E’ tra le alternative dove scrivere sul web non è “per tutti”.
I guadagni partono da un minimo di € 1,80 (per testi semplici da 200 parole) fino ad arrivare a € 30,00 per 500 parole di un “testo professionale, necessaria una ricerca molto dettagliata, richiesto uno stile adeguato”.
Ottimo anche qui il pay out minimo: 25 euro.
Non ho provato la piattaforma, ma i presupposti per entrare tra le migliori soluzioni per guadagnare scrivendo articoli ci sono. Se la provate fatemi sapere nei commenti come vi siete trovati!
Facendo il paragone con Melascrivi, credo che le differenze siano nella quantità di articoli da poter scrivere e soprattutto nella qualità.
A mio avviso su Melascrivi si guadagna meno su un singolo articolo, ma lo si porta a termine con molto meno tempo, in quanto la difficoltà non è elevata; su Great Content credo il discorso cambi radicalmente: molti meno articoli e molto più tempo di lavorazione con corrispettivi più alti.
Ovviamente quest’ultima è una mia supposizione e niente più.
Guadagnare scrivendo articoli: in conclusione
Eccoci arrivati alle conclusioni finali, quelle personali, che tirano un po’ le somme.
Personalmente credo che un blog sia sempre la soluzione più remunerativa, stimolante e incline a dare più opportunità di guadagno.
Detto ciò, mi rendo conto che creare e posizionare un blog non è cosa semplice, anzi, è un percorso difficile e a volte ingrato, che necessita di tanto lavoro non remunerato e anche qualche investimento iniziale.
Il mio consiglio è di iniziare con il paid to write, magari con Melascrivi o se si hanno spiccate qualità di scrittura provare ad entrare nel “team” di Great Content.
Successivamente, magari con i guadagni ricavati da queste piattaforme, si può iniziare in parallelo l’avventura con il blog.
Qualità che valgono per entrambe le soluzioni: continuità, costanza, impegno.
Nessuno regala niente, il denaro va sempre sudato, in ogni lavoro.
Reinventatevi, siate creativi e non smettete mai di leggere, imparare.
Raccontatemi le vostre esperienze nei commenti, positive o negative che siano.
Guadagnare scrivendo articoli è possibile: se vuoi… puoi!
Buona scrittura.
Tutti ottimi consigli… una volta che si è evitata la tentazione del “giretto” 😀
Grazie Andrea… eh, il “giretto” è una tentazione continua! “Vade retro!” 🙂
melascrivi è una farsa.. per carità cancellato, great content è solo per lingua inglese?
Una farsa con cui guadagno una media di 200/250 euro a SETTIMANA :-).
Roberto, purtroppo quello che scrivevi due anni fa, oggi è amarcord. La tendenza di tutti i siti “paid-to-write” è quella di raccogliere minuziosamente i dati personali degli iscritti (da rivendere a società di marketing o da lasciare in balia degli hackers…) e solo marginalmente sfruttare le eventuali competenze intellettuali che dovessero incontrare apprezzamento, retribuendole circa 1 cent “lordo” a parola (oppure 0 cent in caso di “stopword” o mancato superamento di una soglia minima di lavori, con eventuali pagamenti anche a 60 giorni, nessun diritto sui contenuti ma tutte le responsabilità civili e penali espressamente in capo al solo autore).
Il mio genere di scrittura è una miscela di metafora,satira ed ironia su temi di cultura, politica ed attualità dei nostri tempi. Puoi consigliarmi una piattaforma a cui propormi? Se lo desideri in privato posso mandare qualche piccolo saggio.
Grazie Giuseppe