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L’importanza della scelta del miglior hosting

Quando si ha un sito, uno dei problemi maggiori è la scelta del giusto hosting. La scelta del giusto provider di servizi hosting è una delle scelte determinanti affinché un’attività online decolli nel breve e medio termine, assestandosi nel tempo con le migliorie del caso.

Avere un provider di bassa qualità può pertanto essere un incredibile incubo, e spostare i contenuti da un hosting all’altro può non essere semplice.

Immaginando di dover effettuare acquisti online, un sito appoggiato su un hosting che si rivela lento e inaffidabile può spingere i clienti a usufruire di altri servizi più rapidi e sicuri. Per cui è opportuno avere una panoramica di cosa può essere utile a dare il giusto incremento alle attività.

L’importanza di un buon servizio hosting

L'importanza di un buon servizio hosting

In qualsiasi tipo di attività, commerciale o personale, il sito è il biglietto da visita online, con il quale ci si presenta al mondo. Data la natura della rete, e della frequentazione che si ha di essa, questo deve essere sempre funzionante e raggiungibile, in qualsiasi momento lo si desideri.

Proprio per questo, un servizio, dall’informativo al commerciale al personale, che “cade” frequentemente, può essere un enorme danno. D’immagine e personale.

Ecco perché occorre affidarsi a servizi che si mostrino aggiornati, che offrano possibilità di espansione, miglioramento e sicuri anche dal punto di vista server, non solamente secondo la programmazione del sito stesso – tanto più se stiamo parlando di eventuali attività di commercio online.

Per farsi un’idea più precisa, sono diversi i problemi che possono inficiare sul corretto funzionamento di un sito, dal lato server, e quindi danneggiare attività attraverso la scarsa affidabilità che l’utente le imputa, sebbene non sia a essa dovuta, ma appunto a un hosting non idoneo al servizio reale:

  • La pagina cade in momenti di picchi di traffico e visite, il che significa che il servizio di hosting non è in grado di supportare moli di traffico in momenti di picco, il server non è in grado di mantenersi attivo, e “crasha”;
  • Manifestazioni di problemi con la gestione delle email possono significare un inappropriato metodo di gestione dei servizi mail, scarsa sicurezza (posta inviata che viene segnalata costantemente come spam nelle caselle riceventi, oppure continua ricezione di mail spam, segno di scarsa qualità dei filtri), causando difficoltà di comunicazione – il tutto è doppiamente importante quando si va a parlare di servizi di PEC, ovvero Posta Elettronica Certificata;
  • Lento caricamento delle pagine, non dovuto a una non corretta progettazione del sito in quanto codice e motore, ma allo “spazio” e alla “banda” che il servizio hosting dedica alla nostra presenza online;
  • Costante contatto con l’assistenza dell’hosting per gli stessi motivi, con il risultato di avere la sensazione di non essere rilevanti e che non ci si prenda cura del cliente pagante e dei suoi problemi con i servizi offerti;
  • Problemi di configurazione e funzionamento di WordPress o Joomla (o altri simili), che sono spesso causati da servizi hosting non in grado di supportare pienamente i motori dei CMS sopra citati, con possibile conseguente perdita di tempo nell’avere a che fare frequentemente con l’assistenza, rimandando al punto precedente;
  • Falle di sicurezza provocano vulnerabilità importanti al sito: oltre alle impostazioni lato client, ovvero del codice di programmazione, è essenziale che anche il lato server, ovvero quello dell’hosting, sia adeguatamente protetto da potenziali attacchi esterni, tanto più quando si maneggiano dati sensibili dell’utenza, dalle email a dati di pagamento a qualsiasi ulteriore informazione personale.

I problemi che possono essere dovuti a un hosting non idoneo alle esigenze sono molteplici, e questi appena visti sono solo alcuni. Alla base di un buon sito, come è immaginabile da quanto si sta dicendo, c’è una ottimale sinergia tra codice di costruzione del sito e progettazione (e scelta) del server.

Immaginando un grande servizio di commercio online, se un giorno dovesse diventare lento, inaffidabile o soggetto a continui “crash”, perderebbe immediatamente tutta la sua fortuna economica. Più in piccolo, anche una attività locale o gli scrittori professionali potrebbero incontrare spiacevoli conseguenze dalla scelta dell’hosting sbagliato.

Per mettere online un sito, occorrono due differenti servizi: la registrazione del dominio e un servizio di hosting.

Il dominio

Nome di dominio e hosting

Il dominio è il nome del sito, attraverso il quale si accede al sito (per esempio, www.nomedominio.it). Il dominio testuale traduce l’indirizzo IP (qualcosa del genere a 127.0.0.0, un codice puramente numerico) in qualcosa di leggibile e scrivibile, oltre che indubbiamente più facile da ricordare. In un certo senso, si può dire che è la traduzione in indirizzo con via e numero civico di quelle che sono delle coordinate GPS, altrimenti inintelligibili.

A seconda delle funzionalità dell’hosting e delle impostazioni desiderate, più domini possono condurre allo stesso sito – al pari del poter arrivare allo stesso indirizzo attraverso strade differenti. Il tutto dipende dal tipo di servizio e accordo offerto dal servizio di hosting presso il quale si decide di insediare il proprio sito.

Servizio di hosting (detto anche web hosting)

Un servizio di web hosting dovrebbe offrire, come servizi minimi all’utente:

  • Spazio disco (all’interno del quale caricare i dati del sito);
  • Servizio di trasferimento dati;
  • Servizio di posta elettronica e email con possibilità di impostazioni differenti, con servizio di postmaster per la configurazione di eventuali altre caselle di posta email;
  • Uno o più account FTP;
  • Possibilità di creazione sottodomini / domini di secondo livello.

In teoria, chiunque può crearsi il proprio server, a partire da un computer opportunamente settato sia dal punto di vista hardware che software: il punto sta nell’avere le giuste attrezzature, nel non dover avere mai mancamenti o cali di linea o abbassamenti di tensione, ovvero avere strutture idonee per assicurarsi che il server non “cada” mai.

Affidarsi a un servizio esterno garantisce la fruizione di strutture idonee, opportunamente attrezzate (aggiornate come hardware e software) e anche con collegamenti internet che superano di molto, in potenza, le nostre connessioni domestiche.

Così, non si deve nemmeno pensare a non poter mai spegnere il computer – perché rimane inteso che, altrimenti, il sito diventerebbe irraggiungibile.

Fatta questa sorta di premessa, va detto che esistono innumerevoli differenti fornitori di servizi hosting, apparentemente con i medesimi prodotti e servizi, eppure con variazioni di prezzo, da uno all’altro, non indifferenti. Anche all’interno del catalogo servizi di uno stesso servizio di web hosting si possono riscontrare variabilità non indifferenti, per cui la scelta di ciò che rimane più idoneo alle necessità, comincia a farsi decisamente complicata.

La prima cosa che occorre considerare, in realtà, è che esistono diversi tipi di hosting, e ciascuna tipologia è pensata e studiata per esigenze diverse. Quale che sia il servizio a cui ci si rivolge, saranno sempre queste le quattro macrocategorie a cui fare riferimento, e dalle quali scegliere ciò che ci occorre.

Shared hosting (o hosting condiviso)

L’hosting condiviso, o shared hosting, è quello più economico e semplice, nonché il più comune (anche perché più si adatta alle esigenze considerabili non commerciali).

Volendo tornare a fare un esempio fisico, si può immaginare che l’hosting condiviso simile alla struttura di un hotel, presso la quale affittiamo la stanza (hosting) con il suo numero di interno (il dominio), e in comune con gli altri ospiti (altri siti) usufruiamo di servizi comuni come la colazione, le pulizie (lo spazio di banda disponibile, il traffico dati…).

Per sua natura, questo tipo di hosting è il più economico che vi sia per avere online una propria pagina, o un sito molto semplice e con poche esigenze. D’altro canto, è anche un servizio potenzialmente insufficiente, in quanto condivide con altri siti la stessa memoria, hard disk, banda e processore (in quanto fisicamente caricato sul medesimo computer di altri siti).

Vantaggi di un hosting condiviso

  • Molto economico;
  • Adatto anche al lancio di piccole attività commerciali e business, con la possibilità di essere portato a un servizio superiore nel tempo, in caso di occorrenza;
  • La presenza all’interno di un server più grande e condiviso, usualmente è una sicurezza a fronte di potenziali cadute del server stesso.

Svantaggi di un hosting condiviso

  • La qualità può variare molto, a seconda del provider scelto;
  • La condivisione delle risorse (in particolar modo della CPU e della banda passante per la macchina fisica) può causare rallentamenti: picchi di traffico su un sito presente sullo stesso server possono diminuire le prestazioni degli altri siti;
  • Per quanto sia una soluzione semplice, è anche depotenziata rispetto a quello che sono le effettive potenziali capacità della macchina server su cui risiede.

VPS server (o server virtuale)

Lo step successivo all’hosting condiviso è quello di passare a un server VPS, ovvero un server virtuale. Continuando con l’analogia di prima, se un server condiviso o una stanza in un hotel, un server virtuale è l’equivalente dell’affittare un piano intero: si ha più spazio e si prenota un uso maggiore di risorse, così da poter avere una maggiore potenza di calcolo complessiva.

In questa maniera si possono programmare e controllare aumenti di traffico e di utilizzo delle risorse, oltre che immaginare anche di condividere tutti i propri servizi all’interno di un medesimo spazio, per migliorare le prestazioni di ciascuna. È più costoso del tipo di hosting precedentemente descritto, ma è anche decisamente più performante.

In un certo senso

Vantaggi di un server virtuale

  • Più stabile di un servizio di hosting condiviso;
  • Usualmente si garantisce un minimo di servizio costante, oltre il quale non è possibile scendere, così da avere garanzia di funzionamento come concordato;
  • Consente di avere più di un sito all’interno della stessa macchina fisica;
  • Si può gestire autonomamente parte delle funzioni aggiuntive.

Svantaggi di un server virtuale

  • È più costoso;
  • Ha una tipologia di gestione più complessa, per la quale si intende un uso di livello professionale, con possibile affiancamento di personale specializzato;
  • I servizi di server virtuale VPS più economici possono avere pochi benefici in più rispetto a un servizio di hosting condiviso, ma garantiscono quanto contrattualizzato.

Server dedicato

Server Dedicati e Hosting

Il server dedicato è il tipo di hosting dalle prestazioni più elevate. E a ben vedere, è anche la tipologia più cara. Se un server virtuale o un server condiviso sono al pari dell’affitto di una porzione di un edificio, il server dedicato equivale all’affitto dell’intera struttura.

Tradotto tecnicamente, significa avere a propria disposizione l’intera macchina fisica, e tutte le sue prestazioni: memoria, banda, capacità di calcolo ed elaborazione. Un server dedicato è sì il più costoso, ma è anche quello che permette all’utente di usufruire al 100% di ogni prestazione possibile, senza aver bisogno di condividere spazio e risorse con terzi.

D’altro canto non è flessibile quanto può esserlo un server virtuale, poiché per variare eventuali necessità (spazio di memoria, capacità di calcolo, banda disponibile e altro) sia in aumento che in diminuzione, occorre agire fisicamente in hardware sulla macchina sulla quale è caricato tutto il software e il motore del sito (con possibili momenti offline, in conseguenza all’azione diretta).

Vantaggi di un server dedicato

  • Si ha il controllo totale sul server e sullo spazio, potendo modificare qualsiasi impostazione;
  • Estremamente performante, può arrivare a garantire il massimo delle prestazioni possibili.

Svantaggi di un server dedicato

  • È la tipologia di hosting più costosa;
  • Tendenzialmente, un server dedicato è ingombrante e richiede molte risorse (motivo per cui è fondamentalmente più vantaggioso affidarsi a servizi specifici piuttosto che attrezzarlo in casa o in ufficio);
  • Avere il controllo completo significa che è più complesso da gestire e mantenere, per cui serve una professionalità dedicata allo scopo.

Cloud hosting

Sebbene vedendo le tre tipologie precedenti possa apparire esaurito il range di scelte disponibili, ultimamente si sta facendo strada un quarto tipo di servizio hosting, ovvero l’hosting via server cloud. Che cosa significa? Semplicemente, che il sito non ha uno spazio preciso dentro a un server (o non occupa un intero server, come nel caso del dedicato), ma è distribuito all’interno di un newtork di server che comunicano tra di loro e si scambiano dati e risorse, a seconda delle richieste.

Così, le prestazioni necessarie si adattano dinamicamente, si ha una maggiore stabilità di connessione e di prestazioni, e soprattutto non si ha una quota fissa di tariffazione, ma questa avviene in base a quale uso si fa effettivamente delle risorse in ballo.

Per quanto si tratti di un tipo di servizio di recente concezione, offre vantaggi importanti, tra cui una estrema stabilità, che ne stanno determinando sempre di più una maggiore diffusione.

Vantaggi del cloud hosting

  • Molto stabile, grazie alla distribuzione delle risorse disponibili attraverso la rete dei diversi server facenti parte del network;
  • La tariffazione di utilizzo non è fissa, ma in base all’effettivo consumo di risorse disponibili;
  • È molto flessibile e consente la modifica delle capacità (spazio, calcolo, banda) in maniera semplice.

Svantaggi del cloud hosting

  • Trattandosi di un tipo di servizio di recente concezione e sviluppo, può presentarsi ancora come piuttosto costoso;
  • Può risultare più complesso nella comprensione di utilizzo e nell’utilizzo stesso, rispetto ai tipi di hosting ben collaudati.

E quindi, quale è il migliore tipo di hosting?

Come abbiamo appena visto, esistono diversi tipi di servizi hosting, e ciascuno ha caratteristiche particolari che possono adattarlo al giusto utilizzo: un blog personale non ha senso hostato su un server dedicato (costoso e decisamente sovradimensionato in prestazioni), e parallelamente un servizio di news con grande traffico (ovvero un grande numero di lettori e di interazioni, come commenti diretti o servizi di comunicazione tra utenti), o uno shop con migliaia di acquisti giornalieri non potrebbero assolutamente esistere su un server a hosting condiviso.

Se si è all’inizio e non si sa bene dove può andare un’attività online (inteso come personale o commerciale), si può iniziare da un hosting condiviso come quello proposto da WebHosting.it: è economico e flessibile nell’implementazione di ulteriori servizi, e consente di passare facilmente al livello successivo.

Un server virtuale diventa la scelta giusta quando si hanno magari diversi siti e servizi da gestire, per cui il costo totale di questi è magari superiore a quello di un servizio VPS – che garantisce un tot di prestazioni, come concordato con il provider di hosting – e permette flessibilità di prestazioni.

Il server dedicato garantisce una elevata potenza di calcolo, ma è assolutamente poco flessibile: qualsiasi variazione richiede un intervento fisico sulla macchina alla quale ci si appoggia.

E pare proprio che il futuro si avvi a segnare il successo di hosting con strutture più elastiche.

Oltre alla scelta del tipo di hosting, c’è anche quella del provider di servizi: al pari delle marche di automobili, si può dire che non c’è altro che l’imbarazzo della scelta. Ma tra prezzi e servizi disponibili, la varietà è tale da poter permettere di trovare quello che più si addice alle esigenze di ciascuno. Il consiglio di professionisti, anche (soprattutto) indipendenti, può essere il modo migliore per scegliere ciò che più si confà alle esigenze personali, riducendo i rischi di scelte sbagliate, se fatte in autonomia e non avendo tutte le competenze del caso.

Guest post di Diego G.

2 Comments

  • Indubbiamente la scelta dell’hosting è la prima da fare quando si sceglie di aprire un sito o un blog. La scelta dell’hosting in base alle caratteristiche dei server e alla qualità di servizio e assistenza sono fondamentali, da non sottovalutare.

    • Concordo in pieno con quello che dici. Io personalmente preferisco sempre avere un hosting italiano, anche per la facilità di comunicazione quando hai bisogno di supporto, Trovo molto comodo il fatto che parecchi gestori permettono l’installazione in automatico di WordPress e altri C.M.S semplificando la vita a parecchi webmaster

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