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Influencer marketing: guadagnare con le proprie passioni

Banda larga che copre ormai gran parte dell’intero stivale, smartphone super tecnologici con fotocamere che sfiorano la qualità di una mirrorless, notebook e PC con prezzi sempre più abbordabili, il risultato? Siamo sempre più connessi, sempre più protagonisti sul web.

Un quadro generale che ben si sposa con il nuovo modo (funzionante) di fare marketing: questa è l’epoca storica perfetta per sfruttare al meglio l’influencer marketing!
Che cos’è nel dettaglio l’influencer marketing?
L’Influencer marketing consiste nell’affidare a qualcuno la sponsorizzazione di un prodotto, un brand etc.
Come farlo e attraverso quali canali farlo?
Ci sono diversi canali che si possono sfruttare: dai Social network, quindi Facebook, Instagram e Twitter, ai siti internet e blog.

Guardando alla situazione attuale con gli occhi di un creatore di contenuti, ci balzano agli occhi immediatamente due punti fondamentali: il primo è che le opportunità sono veramente infinite, e con una certa costanza e determinazione nella creazione di contenuti, ovviamente il tutto accompagnato da delle qualità oggettivamente buone, si può realmente lavorare, quindi guadagnare, facendo principalmente quello che più ci piace.

Guadagna con il tuo blog (la guida di Coobis, content marketplace che connette proprio Editori e Brand) creandoti un seguito (lavorando anche sulla parte del posizionamento su Google), oppure sui social network, quindi pubblicando dei post commissionati dai Brand… L’unico consiglio che vale davvero la pena stamparsi bene a mente è quello di essere sempre trasparenti e sinceri con il proprio pubblico, perché il lavoro dell’influencer si basa fondamentalmente sulla fiducia che gli utenti, quindi il proprio pubblico, quello che più è in target con ciò che facciamo, ripone verso la nostra persona; se non risultiamo più credibili, il nostro “potere” di influenzare le persone a seguire un brand o acquistare un determinato prodotto andrà perso.

Certo che descritto in questo modo sembra tutto un po’ “semplice”. In realtà raggiungere uno stato di reale “influencer” non è cosa semplicissima, ma ci sono buone possibilità se si lavora bene. Come ho accennato in precedenza, occorre costanza, ed occorre tempo: spesso tante, tantissime persone abbandonano progetti dal grande potenziale solo perché non ricevono risultati a breve termine, ma la verità, esclusi casi particolarmente ben riusciti e/o fortunati, è che per posizionarsi sul web con un blog, per “diventare influencer”, serve un piano a medio/lungo termine, ed è proprio questo uno dei principali motivi per cui il tutto funziona… d’altra parte, se potevano farlo tutti e tutto si otteneva nel giro di poche settimane, saremmo invasi da blog, profili social e chi più ne ha più ne metta… a quel punto ci sarebbe una vera e propria saturazione del settore.

A proposito di “saturazione del settore”: in realtà una cosa del genere sta accadendo, ma non così generalizzata. Il punto è questo: ci sono settori, in Italia, in cui c’è un’offerta veramente altissima (basti pensare ai tantissimi youtubers che portano contenuti gaming), ed altri in cui invece c’è veramente poco o nulla (bisogna ragionare su settori di nicchia, non troppo ristretti, ma comunque ben definibili, con un target preciso).

C’è un mondo da scoprire con l’influencer marketing, un mondo che varia da contenuti testuali a video e foto: ognuno deve trovare la propria strada, l’importante, in fondo, non è tanto il canale che si sceglie per raggiungere l’obbiettivo, l’importante è avere un obbiettivo e lavorare costantemente e duramente per raggiungerlo.

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