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Intervista a Francesco Gavello

Consulente SEO, blogger e fonte di grande formazione: il format parte con Francesco Gavello

Francesco Gavello

Oggi parte il format delle interviste, e, per iniziare alla grande, ho scelto di cominciare con una delle persone che più mi hanno formato quando ero un novizio con tante buone intenzioni ma poche conoscenze: il blog di Francesco Gavello è stato un punto di riferimento, un’ottima fonte di apprendimento, grazie ai contenuti sempre di valore e mai banali.

Ho voluto cominciare questo format con una delle persone più preparate e disponibili che io abbia mai visto in questo settore.

Uno dei miei primissimi guest post lo scrissi proprio sul suo blog, in un periodo dove webcultura era ancora un blog con pochi contenuti e poco più di 5.000 visite al mese: chiesi ad un paio di “esperti del settore” un po’ di ospitalità ma l’unica porta che si aprì in quel momento fu la sua!

Ricordi a parte, comincio con le domande!

Innanzitutto, per chi non ti conoscesse, chi è Francesco Gavello, nel lavoro e nel quotidiano?

Ciao Roberto, è un piacere essere qui! In due parole? Sono consulente e formatore sul web e i nuovi media. Mi piace dire di aiutare professionisti e aziende a ottenere la visibilità che meritano in rete.

Vivo e lavoro a Torino: la prima volta che ho pigiato “Pubblica” su un blog era il 2003 e dal 2007 tutto ciò che imparo sul marketing, il lavorare in proprio e le persone, trova posto su FrancescoGavello.it.

Scrivi sulla rete dal lontano 2003: oltre ai vari aggiornamenti degli algoritmi SEO da parte di Google, cos’è cambiato da allora?

Beh, nel 2003 si era tutti un po’ pionieri. 🙂

A dirla tutta, neanche allora i blog erano più qualcosa di realmente nuovo ma era il contesto a essere leggermente differente. Ricordo che i principali servizi di blogging (gratuiti o a pagamento) quotavano a parte la possibilità di caricare immagini tra i propri post. Qualcosa che oggi, tra centinaia di alternative gratuite o a bassissimo costo suona impensabile.

Non sono nostalgico, capiamoci. 🙂 Fa pensare quanto si sia abbattuta ulteriormente la barriera d’ingresso nel giro di una decina d’anni e poco più. Ed è un gran bene.

Nella tua biografia affermi che “bloggare è una cosa semplice”: spiegaci meglio questo concetto.

Quella frase nasconde un po’ la realtà del fare marketing.

Puoi utilizzare decine di strumenti e pianificare accurate strategie, ma tutto parte sempre da qualcosa di semplice, perché alla fine, fare le cose semplici è …difficilissimo! Per avere un blog di successo non servono infiniti strumenti e infinite strategie:

serve sapere cosa fare, come farlo e poi, alla fine, farlo davvero tenendo gli occhi sul risultato.

Il guest post ed i link “follow” sono sempre più difficili daottenere. Io un’idea me la sono fatta, ma ti chiedo: semplice selezione accurata o paura di “favorire” qualche potenziale competitor? Perché c’è questo astio verso qualcosa che dovrebbe essere naturale e “spontaneo”?

Perché come in tutti i contesti in cui una tecnica funziona, in molti casi se n’é abusato. Dal mio lato, non ho mai ragionato troppo sul concedere o meno un link dofollow.

Se il contenuto è buono, l’autore ha una sua etica e il suo link aggiunge effettivamente valore al lettore, non credo ci siano altri ragionamenti da compiere.

Certo è che quando viene meno il valore alla base, linkare a contenuti di scarsa qualità diventa un problema per chi ospita. Da qui la progressiva diffidenza verso i link dofollow di chi nei tempi passati ospitava un gran numero di guest post e ne richiedeva altrettanti come una strategia di posizionamento.

Parliamo della tua newsletter, “Vetta”. Personalmente mi trovo spesso a parlare di lavoro online e uso molto la metafora della scalata per raggiungere la “vetta”. Ogni volta mi viene in mente la tua newsletter: oltre a spiegarci perché iscriverci (io lo sono già), ci sveli come è nato questo nome?

Mi piacciono le montagne. 🙂

Inoltre, in archivio sul sito ci sono ormai circa 1.200 articoli e molti di questi sono ancora decisamente attuali.

Molti nuovi lettori non hanno mai scandagliato l’archivio e VETTA è un modo per chi non mi conosce ancora di trovare spunti alla lettura che pesco periodicamente dal passato. Insieme, è un modo per condividere tutti i tips più interessanti che raccolgo lavorando ogni giorno insieme ai miei clienti.

Affiliazioni e info prodotti: cosa ne pensi?

Proporne poche, eccellenti, altrimenti il rischio è di svendere la propria immagine per poche centinaia di euro.

Da diverso tempo sono legato a una sola realtà formativa con cui mi trovo decisamente bene e diventa naturale spingere prodotti che hai curato, di cui sei docente, anche attraverso meccaniche di affiliazione.

Parla e scrivi solo di ciò che hai potuto toccare con mano o che stai effettivamente usando: questa è la mia linea guida.

Orange Media Marketing: Tell me a story!

Fanno bene alla salute. 🙂

Davvero, è tutto qui. Mi piaceva l’idea di poter estrarre il vero “succo del fare marketing “e così è nato questo nome.

La SEO doveva morire, i blog anche… eppure ci sono ancora, vivi e vegeti: cosa ci dobbiamo aspettare in futuro?

Probabilmente, ci aspettano nuove e mirabolanti predizioni di media e strategie pronte a tirare le cuoia.

La realtà è che passano gli anni e di tattiche che abbiamo dismesso ne ho contate davvero poche. Piuttosto che ascoltare gli indovini, io tenderei l’orecchio agli andamenti delle principali piattaforme social, dove un piccolo cambio di rotta di un Facebook, LinkedIn, Twitter, Instagram e soci può realmente cambiare le proprie giornate.

La comunicazione video assume un ruolo sempre più importante sul web: ti vedremo mai con un format del genere? Cosa ne pensi del marketing applicato ai video?

Sai, ci ho pensato più volte in passato.

Gli ultimi due anni sono stati per me piuttosto densi di video in forma di webinar, lezioni online e tutto ciò che ha ruotato intorno alla formazione.

La mia idea è semplice:

fallo solo quando puoi portare il massimo valore.

Quando troverò – perché lo troverò 😛 – un formato fresco, non un semplice già visto, non forzato, per una serie di contenuti video aggiuntivi, allora sarà il momento giusto per aprire questo nuovo capitolo.

3 consigli da Francesco, consulente SEO e blogger, per chi inizia a scalare la vetta con il blogging.

  1. Inizia. Oggi. Sul serio, non c’è motivo per aspettare. Prendi un foglio di carta o un editor di testo e stila il tuo piano. Poi eseguilo. Spesso cadiamo nella “sindrome da quadro mai finito”, per cui continuiamo a rimandare il momento in cui davvero presentarci online per pianificare ancora un pochino, rivedere ancora un po’ il layout, prendere ancora tempo per raggiungere la perfezione. Scegli una data, prepara il piano, vai online. Non avere paura.
  2. È una maratona, non uno scatto sui cento metri. Non cercare di ottenere tutto e subito perché così facendo la sola cosa che otterrai sarà bruciare energie. Bloggare è una maratona e perché funzioni davvero dovrà diventare parte delle tue giornate. Non è qualcosa che puoi far fare ad altri e non è qualcosa che puoi fingere, perché il lettori se ne accorgono.
  3. Fatto è meglio che perfetto. Perché avrai bisogno di dati reali con cui valutare i tuoi progressi. E l’unico modo di ottenerli sarà confrontarti con la realtà della nicchia che intendi coprire.

3 consigli da Francesco, per la vita di tutti i giorni, che è sempre e comunque una scalata verso la vetta.

  1. Una delle cose buone che ho imparato nel tempo è quella di non avere rimorsi sulle scelte compiute. Scegli sempre al meglio delle tue attuali possibilità, imbocca una strada e non pentirtene. Nessuno è perfetto e l’importante è non rimanere bloccato in situazioni poco vicine al proprio modo di essere. Disponi di una sola vita. Sbaglia spesso, sbaglia parecchio, impara più che puoi. Perché dai successi non è che si impari poi così tanto.
  2. Cattivi clienti peggiorano la tua reputazione e ti allontanano dai buoni risultati. Ci sono davvero pochissimi casi in cui vale la pena tenersi vicino un cattivo cliente, e nessuno di questi comprende concetti quali “rilassamento”, “successo” o “autostima”. Imparare a lavorare per e con le persone giuste è un passo non da poco se hai deciso di lavorare in proprio.
  3. Lavora quanto vuoi. Lavora tanto, lavora duramente e impegnati al massimo per raggiungere i tuoi obiettivi.
    Poi, ad un certo punto, fermati e ricorda anche il valore del tempo speso insieme alle persone a cui tieni di più. Nient’altro vale se non tieni questo a mente.

Social media: quanto sono utili e quali sono quelli che preferisci.

La realtà è che i social sono utili tanto quanto le persone che li popolano.

In questo senso, non ho un social network preferito ma quello che meglio risponde di volta in volta alle necessità dei miei progetti e dei miei clienti.

Messo alle strette direi Twitter, di cui conservo un ricordo dei tempi d’oro 😛 quando ancora era terreno inesplorato e lo star system non l’aveva ancora colonizzato.

Un’ultima domanda.

Clickbait e bufale online: secondo te sono fenomeni che si posso fermare? Cosa pensi di queste “strategie”?

La rete non è un mondo a parte ma un riflesso (neanche tanto sfocato) di ciò che troviamo fuori dal monitor tutti i giorni. Non  cambia nulla. Le persone sono le stesse, le dinamiche sono le stesse.

La vedo difficile proteggersi da fake news e titoli acchiappa link, anche nel momento in cui la piattaforma in cui vengono condivise queste notizie inizi a prendere un qualunque tipo di provvedimento.

Chi controlla il controllore? Chi decide se la notizia è realmente vera, falsa o ambigua?

L’aspetto positivo è che oggi abbiamo sempre più metodi per filtrare la nostra “bolla”: le notizie che ci raggiungono e le fonti da cui arrivano. Educare gli utenti a scremare le proprie fonti, lavorando sul pensiero critico, è forse l’unica strada.

Ma non vale anche per la vita di tutti i giorni? 😉

Grazie Francesco, l’intervista si conclude qui.

Ti saluto e ti auguro di rimanere in cima alla vetta, posto in cui meriti di stare!

Grazie a te Roberto, a presto!

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